Meglio un curriculum vitae vincente o una partita di calcetto?

Blog lavoro del Curriculum Vincente

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A pensarci bene non è mica una sciocchezza.

Anzi, qui si tratta di vera e propria strategia di comunicazione e occorre soffermarci un istante a riflettere sulle reali opportunità che la vita quotidiana ci offre.

E le opportunità, si sa, vanno colte!

D’altra parte, se un curriculum vitae è comunque necessario per riassumere il nostro background scolastico, esperienziale e lavorativo, il modo in cui lo riusciremo a pubblicizzare spetta solo ed esclusivamente a noi.

E allora ben venga la partita di calcetto, altrochè!

Ben vengano tutte le occasioni Social, quelle vere con la S maiuscola!

Lasciamo stare il pc, il tablet e lo smartphone, facciamo la cosa più sensata, usciamo e andiamo ad incontrare realmente nuove persone, lasciamo che ci conoscano e ci apprezzino per quello che siamo e non per una foto del nostro profilo on line.

Si d’accordo, inutile girarci attorno, stiamo parlando della questione curriculum vitae e partita di calcetto sollevata da Giuliano Poletti.

Ad oggi, il nuovo scandalo è quello del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, che si è permesso di dire che per trovare lavoro è meglio giocare a calcetto che inviare un curriculum vitae.

E dov’è lo scandalo?

Qual è il principio che deve regolamentare il modus operandi di un selezionatore?

Chi stabilisce come debbano essere assunti i dipendenti?

Conoscere una persona al di fuori del contesto lavorativo non è forse un metodo per intuirne le potenzialità ed i valori?

Non siamo forse tutti selezionatori in qualche modo?

Non scegliamo le amicizie, le simpatie, gli amori?

Beh, non possiamo scegliere un collaboratore di fronte ad un boccale di birra?

Chi lo stabilisce?

Sembra quasi che a decidere come si debba selezionare un candidato, siano sempre e soltanto coloro che non sono stati selezionati.

Occorre fare un passo avanti e dire le cose come stanno, il politically correct è una disgrazia che ha minato le menti e mistificato la realtà.

La vita non è politically correct.

Anzi, per fare una citazione davvero pertinente, potremmo riportare una brillante ed eloquente battuta del grande Bruce Lee:

“Sperare che la vita sia buona con te solo perché sei una brava persona, è come sperare che una tigre non ti attacchi solo perché sei vegetariano.”

Non è sempre tutto marcio e chi si scandalizza per una battuta del genere è in malafede, oltrechè molto distante dalle reali dinamiche che portano all’ottenimento di un posto di lavoro.

Per dare, oltretutto, giustizia al pensiero del Ministro, occorre riportare per intero la frase, che senza l’incipit ha assunto una interpretazione distorta.

La frase esatta, difatti, recitava così: “il rapporto di fiducia è un tema sempre più essenziale, si creano più opportunità a giocare a calcetto che a mandare in giro i curricula”

Ecco qual è il tema principale, la fiducia!

E non la partita di calcetto.

La fiducia è alla base del rapporto lavorativo, soprattutto quello subordinato.

Possiamo fidarci di quello che ci scrivi nel tuo curriculum vitae, certamente, difatti ti invitiamo per un colloquio.

Ma potremmo, per puro caso, vedere concretamente le tue qualità ed apprezzarle tanto da farti una proposta di assunzione!

Non va bene?

Si è infranta qualche regola non scritta?

Purtroppo il curriculum vitae ha una valenza relativa, lo abbiamo scritto a caratteri cubitali e continuiamo a ripeterlo fino allo sfinimento… hire for attitude, train for skills!

Se hai letto l’e-book IL CURRICULUM VINCENTE sai bene di cosa parliamo.

Quelli che continuano a scandalizzarsi perché E’ UNA VERGOGNA che un Ministro della Repubblica possa anche solamente pensare una cosa del genere, dovrebbero invece fare un bagno d’umiltà e scrollarsi di dosso i mirabolanti titoli accademici che compongono il proprio background scolastico ed imparare, semmai, ad avvitare una lampadina o, che so, attaccare un quadro senza far diventare la parete una groviera.

Titoli accademici, capacità reali, concrete e comprovate.

E perché no, essere pure simpatici!

Caspita, abbiamo detto qualcosa che non va?

Essere simpatici e piacere a chi ci sta attorno è una nota di demerito?

Occorre forse essere ingobbiti studiosi ed imperterriti musoni per ottenere un impiego?

E’ la combinazione di tutti questi fattori a dare la reale percezione di avere di fronte una persona realmente in gamba e capace di risolvere i problemi, che poi è esattamente quello che costantemente ricerca un datore di lavoro.

Attenzione, qui stiamo parlando di “lavoro” e non di “posto di lavoro”, sono cose radicalmente diverse e che meriterebbero un capitolo a parte.

Nessun è obbligato ad assumere un dipendente quando questi non incarni le caratteristiche ricercate dal datore di lavoro e, di conseguenza, dall’azienda.

La vita reale non è riepilogabile in un curriculum vitae, ben vengano dunque tutte le occasioni per farci conoscere!

Qualcuno che apprezzerà le nostre qualità è proprio lì fuori ad attenderci.

Cosa ci rimane da dire o, meglio, da fare? Beh, semplice!

Prepariamo un bel curriculum vitae vincente, usciamo e andiamo tutti a giocare a calcetto!

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